La Pontiac Firebird Sprint 6 cilindri del 1968

Lo speciale della telecamera aerea è stato guidato da John DeLorean per affrontare la Jaguar E-Type

Gli anni ’60 sono considerati l’età d’oro delle muscle car americane, ma la Pontiac Firebird Sprint del 1968 di cui ci vuole parla oggi Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone mostra che le case automobilistiche di Detroit non si sono concentrate solo sui V8.

Invece dei V8 offerti in altre versioni ad alte prestazioni della Firebird, la Sprint sotto al cofano vantava un 6 cilindri in linea. Questa era una versione aggiornata del motore 230, gestiti da cambi manuali a tre o quattro marce o automatici a due velocità. Nella Sprint, accoppiato a un cambio manuale a 4 velocità il conducente lavorava con l’assistenza di un tachimetro montato sul cofano.

L’allora capo della Pontiac era John DeLorean, un fan della Jaguar E-Type (che è stata lanciata nel 1961 con una doppia gamma sopraelevata in linea-6) e voleva costruire un competitor. Mentre Pontiac alla fine ha preparato una versione concettuale chiamata Banshee, la General Motors non avrebbe approvato un modello di produzione, temendo che potesse competere con la Corvette.

DeLorean alla fine ha lanciato la Firebird Sprint, con l’intenzione di affrontare l’E-Type con il suo inline-6 ​​(sebbene in un’auto più grande e più pesante) e un’enfasi sulla maneggevolezza. Poiché la Firebird Sprint doveva competere con le auto sportive europee, ottenne persino il badge “4,1 litri”, invece della misurazione della cilindrata in pollici cubici che era tipica delle case automobilistiche statunitensi all’epoca.

La Firebird Sprint avrebbe soddisfatto il leggendario ego di DeLorean, se non fosse che non è stato un successo commerciale. Aveva meno potenza di un V8 Firebird dell’epoca, ma costava di più. Per questo oggi lo Sprint è così raro. Dei vari modelli che si trovano in giro, già quel del 1969 cambia di molto l’aspetto della vettura del 1968, che è stata sottoposta a un restyling importante esternamente.  In questo modello venne introdotta per la prima volta la versione Trans-Am, equipaggiata con un propulsore 303 V8 per poter partecipare alle competizioni della SCCA. Queste Firebird erano verniciate di bianco con decalcomanie e strisce da gara blu, mentre il cofano aveva delle nuove prese d’aria e posteriormente venne posizionato uno spoiler.

Durante gli anni di produzione della prima generazione della Firebird, venne anche proposta la versione convertibile della vettura, dotata delle medesime caratteristiche tecniche dei modelli coperti.

Una grande macchina, ancora più rara oggi sottolinea Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone, proprio perché non fu un successo di vendite!

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